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Cuori in Atlantide è una raccolta di storie di Stephen King, edita nel 1999.
I cinque racconti che lo compongono non formano in realtà un vero e proprio romanzo nel senso comune del termine, in quanto hanno luogo in tempi diversi, ma risultano collegati tra loro da personaggi ricorrenti.
Avendolo letto posso dirvi che secondo me le storie più avvincenti sono le prime due, però le altre completano il romanzo. Ve lo consiglio perchè mi ha appassionato veramente tanto, sia per le storie in sè, sia per il periodo in cui sono ambientate (dal 1960 al 1999). Nonostante King sia uno scrittore di "Horror", con questo libro si apprende la sua grande capacità di scrittore e la sua (migliorata) perfezione stilistica.
Il titolo prende il tutto dallo sfondo del romanzo: il Vietnam (prima e dopo) di ragazzi nelle università, impegnati nel gioco di carte Cuori, mentre fuori Atlantide sta affondando.
Citazioni (per riflettere...):
"Qualche volta leggi per il gusto della storia: non fare come quegli snob che si attaccano alla forma. Qualche volta leggi per il piacere delle parole: non fare come quei timorosi che hanno paura di non capire. Ma quando trovi un libro che ha insieme una bella storia e un bel linguaggio, tienilo a cuore."
"Quando la gente parla dell'attivismo studentesco degli anni Sessanta, quando mia figlia mi chiede che cosa significava aver assunto posizioni da radicale - tra il 1968 e 1970 io fui arrestato quattro volte e nel '68 mi presi la mia dose di manganellate in testa alla Convention nazionale del Partito democratico (...) - devo ricordare a me stesso che la maggioranza della mia generazione attraversò quegli anni pazzi, quella stagione folle, come Nate. Tennero la testa bassa e gli occhi affondati nelle pagine dei loro libri di storia mentre la storia avveniva intorno a loro. Non che Nate fosse del tutto inconsapevole, intendiamoci, nè che si relegasse quotidianamente nei box di lettura in biblioteca."
Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva fare troppo poco. (Edmund Burke)